LAVORI DEI BAMBINI DELLE SCUOLE ELEMENTARI DI LECCO

GRAZIE
gli Alpini del Gruppo "MONTE RESEGONE"
a tutti i bambini "Che sono i colori della nostra vita"


 

  

 

 

Alex, Sara, Ilamra, Simone, Yacopo, Pietro, Giulia, Federico, Simone, Rebecca, Paola, Alexander


 

  

 

 

Davide, Simone, Arianna, Silvia, Drin, Veronica, Nicol, Nadir, Giorgio


 

 

  

 

Alida, Noemi, Sara, Beatrice, Paolo, Andrea, Leonardo, Davide, Andrea, Stefano, Laura, Matteo


 

  

Davide, Jonatan, Sara, Davide M., Haiar, Margherita, Marco, Tommaso, Monica, Anna, Edi, Alessandro


 

 

 

 

 

Eleonora M., Marco N., Valentina, Alessandro P., Nicolò, Marco R., Marta S., Luca, Alessandro, Daniel, Linda


 

 

 

 

 

Eleonora C., Gabriele, Adriana, Stefano, Francesco, Alessia I., Grazia, Francesca, Gaia, Alessio, Alessia M., Marta M.


 

 

 

 

 

 

Matteo, Marco, Alessio, Onays, Ilaria, Giulia, Giulia, Stefano , Marco, Francesca, Marco, Giulia


 

 

 

 

 

Basak, Francesca, Sara, Alessandro, Martina, Fluturim, Elisa, Chiara, Riccardo, Jamila, Giulia


 

 

 

 

 

Luca, Giada, Marco, Desiré, Matteo, Riccardo, Chiara, Giulia, Giada, Iharan, Riccardo, Elisabetta


 

Scuole Acquate di Lecco

L’ORCA DI LAORCA

A Laorca , tanto tempo fa, e forse ancora oggi, dicono certi bambini , le grotte e i boschi circostanti erano abitati da strani esseri: un’orca dolce e gentile, un eremita saggio e un po’ stregone , e tanti folletti che preparavano tante marmellate ai frutti di bosco.
Accadde un giorno che l’orca passeggiando per il bosco , proprio li sotto il medale, vide una bacca rossa come una fragolina, così scambiandola per gustoso frutto, avidamente la ingoiò.
Ma ahimè , la bacca era velenosa e dopo poco tempo l’orca incominciò ad avere lancinanti dolori al ventre. Per il dolore continuo che non gli dava tregua, l’orca divenne con il tempo insofferente e cattiva. Un giorno, vedendo dei folletti che giocavano felici a nascondino negli anfratti delle rocce del S. Martino, ne rapi uno perché non riusciva a sopportare intorno a sé l’allegria, quando Lei soffriva così tanto. Gli altri folletti , disperati , decisero di recarsi nella
grotta dell’eremita, per chiedegli consiglio e aiuto. Allora l’eremita preparò una pozione a base di foglie di gelso, fiori di sambuco, fossili di zanne di mammut macinati, con un’abbondante dose di acqua miracolosa che cendeva da millenni dalla volta della grotta.
Poi inscenò intorno al pentolone strani riti magici.
Alla fine diede ai folletti una scodellina di pozione da somministrare all’orca.
Il folletto piu’ agile e temerario riusci a miscelare la pozione con la cena pronta dell’orca,
mentre questa si era allontanata un’attimo dalla sua grotta, per il consueto vomito serale.
L’indomani mattina l’orca si destò guarita, e immediatamente tornò ad essere gentile e dolce, qual era sempre stata in realtà. Chiese scusa a tutti, liberò il folletto e da allora... l’acqua miracolosa di quelle grotte guarì molti e molti malati.


LA LEGGENDA DELLA FONTANA MARIETTA

Le grige giornate invernali riempivano di tristezza gli abitanti di lecco e in particolare Marietta , una giovane bella ragazza di Germanedo , innamorata invano de principe dei “Maia sass” di Belledo.
Infatti il giovane si trovva alle soglie de matrimonio con una principessa di Acquate che egli odiava profondamente. Ma non se la sentiva di disubbidire a sua madre la regina, che teneva molto a quella ragazza. Così non ebbe il coraggio di rifiutare il matrimonio con la principessa per sposare la bella Marietta.
In segno di disprezzo, però si presentò alla cerimonia con un velo sul viso, il che fece impazzire di rabbia la sposa e sua madre, che attribuirono la colpa di ciò alla povera Marietta. La sposa, furiosa per l’oltraggio subito, promise a se stessa di vendicarsi. Un brutto giorno, stava passeggiando nei boschi con il principe che, come spesso succedeva, la seguiva svogliatamente pensando alla dolce Marietta.
La principessa si infuriò vedendo il principe così distratto e pensò subito che la sua causa di quella distrazione fosse ancora il suo amore per la ragazza di Germanedo.
Così, mentre stavano attraversando il Ponte della Tenaglia , prese un pugnale dalla tasca, colpì al cuore il giovane sposo e scaraventò il corpo nel torrente del Bione.
Quando Marietta lo venne a sapere , si addolorò talmente tanto che si chiuse in casa e non uscì che dopo lungo tempo. Passarono dieci anni . Finalmente una mattina, alle soglie dell’estate , si decise: aprì la porta della sua casa e
s’innoltrò nel bosco sopra Germanedo. Sorrise malinconicamente guardando gli alberi dalle ampie chiome, le foglie di tutte le tonalità del verde che ondeggiavano; i fiori dai piu’ bizzarri colori che spiccavano tra un albero e l’altro. La brezza primaverile Le accarezzava i capelli; ascoltò il cinguettio degli uccellini, lo scorrere dei ruscelli, il fruscio dei suoi passi e intanto giunse nei pressi della Rovinata. Li si fermò a riposare; i sedette su un sasso e ripensò al suo amato principe, che proprio li vicino aveva concluso tragicamente la sua vita. Non potè trattenere le sue lacrime e pianse, pianse tanto , da non accorgersi che alle sue spalle , da dietro ad un nocciolo , era spuntata la perfida sposa del principe che concluse il suo lungo piano di vendetta proprio nel decimo anniversario della morte del marito, che non l’aveva mai amata.
Ella era dotata di perfidi poteri e poiché non voleva lasciare nessuna traccia di Marietta, la sua eterna rivale, le puntò alle spalle una bacchetta magica.
Lentamente il corpo di Marietta si dissolse dalla testa ai piedi.
Ma non poté fermare le sue lacrime che continuarono e continuano ancora oggi sotto forma di fresca acqua. Gli abitanti di Germanedo, in ricordo della loro Marietta , costruirono proprio li una fontana chiamandola con il suo nome e tutti coloro che oggi saliranno verso il Resegone , potranno ricordarla bevendo le sue lacrime.


ITINERARIO

Si può partire a piedi dalla Chiesa di Germanedo , di fronte alla quale c’è un grande parco giochi; PARCO DELL’EREMO.
Si attraversa quindi il quartiere di Germanedo fra viette strette e quindi si raggiunge il ponticello che attraversa il fiume Bione.
Da qui parte la salita ( 30 minuti circa) dove ci sono: le quattordici cappellette della Via Crucis e la Chiesetta della Rovinata , a fianco della quale si trova una fontanella. Continua poi il sentiero e raggiunge la fontana della “Marietta”.
Se si vuole si può proseguire per il ponte della Tenaglia , per Campo de’ Boi, per il Monte Magnodeno, per i Piani d’Erna o anche per il Monte Resegone.
Se si è stanchi di camminare e si vuole un po’ giocare, poco sopra la chiesetta c’è la “Baita degli Alpini” con un bellissimo prato dove si può giocare , dei tavoli all’aperto dove si può fare merenda e gli Alpini cucinano anche piatti gustosi che possono essere consumati all’interno in caso di pioggia o di freddo.


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